Durante il convegno Costruiamo il Futuro, tenutosi a Milano il 10 marzo 2026, Marco Righi, Managing Partner di HB, ha riflettuto sull’evoluzione del ruolo della prefabbricazione avanzata all’interno dei processi costruttivi complessi, posizionandola come un fattore decisivo nella trasformazione delle pratiche edilizie contemporanee.
È emerso un chiaro cambio di prospettiva. La prefabbricazione non è più confinata a soluzioni guidate dall’efficienza o dall’ottimizzazione dei costi. È sempre più intesa come un paradigma integrato di progettazione e ingegneria, capace di allineare prestazioni strutturali, comportamento energetico, tempi di costruzione e controllo qualità all’interno di un unico sistema coerente.
In questo contesto, l’industrializzazione non semplifica la complessità riducendola, ma governandola. Spostare le fasi critiche della costruzione in ambienti controllati consente di raggiungere livelli più elevati di precisione, prevedibilità e ripetibilità. Queste qualità diventano essenziali quando si affrontano progetti di grande scala o fortemente articolati. Il cantiere stesso evolve nella fase finale di un processo orchestrato, più che nel luogo in cui la complessità viene risolta.
Il progetto CityWave a Milano è stato presentato come una dimostrazione concreta di questo approccio. La prefabbricazione non è stata trattata come un livello tecnico secondario, ma come una componente integrale della strategia di progetto. Ha permesso un controllo rigoroso dei tempi di esecuzione e delle tolleranze costruttive, sostenendo al tempo stesso la visione architettonica con coerenza e affidabilità.
Questo allineamento tra processi industriali e intenzione progettuale segna un punto cruciale. Per molto tempo la prefabbricazione è stata percepita come un limite all’espressione architettonica. Ciò che emerge, invece, è una realtà diversa. Quando viene integrata fin dalle prime fasi progettuali, diventa uno strumento capace di valorizzare la chiarezza formale, sostenere la precisione materica e garantire che ciò che viene progettato possa essere realizzato fedelmente.
Il valore di questo approccio si estende lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. Dal coordinamento progettuale all’assemblaggio in cantiere, dalla verifica delle prestazioni alla durabilità nel lungo periodo, la prefabbricazione introduce un livello di controllo che i metodi costruttivi tradizionali faticano a raggiungere. Riduce l’incertezza, minimizza la variabilità e contribuisce a un risultato più affidabile e misurabile.
L’intervento di Righi ha evidenziato che la vera opportunità non risiede nella prefabbricazione in sé, ma nel modo in cui viene concepita e applicata. Quando è trattata come una semplice soluzione operativa, il suo impatto resta limitato. Quando diventa un framework condiviso tra ingegneria, architettura e costruzione, si trasforma in una leva strategica capace di ridefinire sia il processo sia il risultato.
In questa prospettiva, la prefabbricazione rappresenta più di un avanzamento tecnologico. Riflette un più ampio cambiamento culturale nell’industria delle costruzioni. Un passaggio dal problem solving reattivo alla progettazione anticipatoria, dai workflow frammentati ai sistemi integrati, dall’approssimazione alla precisione.
Il futuro della costruzione complessa dipende da questa transizione. Non semplicemente costruire più velocemente, ma costruire meglio attraverso processi progettati con lo stesso livello di cura delle strutture che producono.